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Cigagna: «Ho imparato molto dai miei errori, ora gioco senza paura»

Il difensore di proprietà del Venezia domenica pomeriggio sarà messo a dura prova dagli attaccanti della Pergolettese

Gian Marco Regnani
05.10.2018 16:00

«Non esistono titolari inamovibili, siamo importanti dal primo all’ultimo». Emanuele Cigagna e molti dei suoi compagni usano spesso queste parole, ma i numeri parlano chiaro: con 540 minuti tra campionato e Coppa Italia, il difensore centrale classe ’99 è stato finora il granata più utilizzato da mister Antonioli, tra l'altro con un rendimento più che buono.

«Speravo di partire meglio con tre vittorie, ma adesso stiamo recuperando e vogliamo ripeterci già domenica - sottolinea Cigagna - Sono abbastanza soddisfatto delle mie prestazioni, ma posso ancora migliorare».

In cosa pensi invece di avere affinato il tuo mestiere in questi primi due mesi?
«Sicuramente nel modo in cui reagisco agli eventi durante la partita. Prima soffrivo molto quando commettevo un errore ora invece cerco di superarlo subito, continuo a giocare e a propormi senza paura. Sotto questo aspetto devo ringraziare i miei compagni più esperti che mi hanno dato una mano…».

Chi ti è stato d’aiuto in particolare?
«Guardo principalmente a Spanò, Rozzio e Grassi, ma ascolto anche altri come Staiti il cui atteggiamento in allenamento è un esempio per tutti. Mi confronto spesso con i miei coetanei perché si può sempre imparare qualcosa gli uni dagli altri».

Come procede la preparazione della gara contro la Pergolettese?
«Stiamo lavorando con entusiasmo facendo riferimento agli errori commessi nelle scorse partite senza tralasciare quanto di positivo si è visto. Siamo concentrati, c’è grande voglia di portare a casa un risultato positivo».

Su quali errori vi siete soffermati?
«Contro il Classe dopo il primo gol segnato ci siamo abbassati troppo: era una cosa inconscia ma purtroppo capita spesso. Dobbiamo invece cercare di continuare a giocare e trovare subito il secondo gol».

Domenica sarà la tua prima volta in uno stadio da Serie A?
«Ho avuto modo di calcare il campo del "Penzo" di Venezia un paio di volte in amichevole però è la prima volta, spero da titolare, in uno stadio così importante».

Che ricordi hai della tua esperienza con i lagunari?
«Nella Berretti ho trovato poco spazio il primo anno, con la Primavera nella scorsa stagione invece è andata molto meglio, peccato solo per i playoff persi per una differenza reti. È andata bene anche sotto il profilo realizzativo: da vice capitano sono riuscito a segnare 6 gol».

Hai avuto modo di imparare qualcosa da mister Inzaghi?
«Ogni tanto mi allenavo con la prima squadra, quindi sono riuscito ad apprezzare il modo in cui preparava le partite con entusiasmo curando molto la fase difensiva. Allenarmi con giocatori del calibro di Domizzi, Modolo e soprattutto Andelkovic mi ha aiutato molto a crescere: da lui ho imparato qualche trucco del mestiere».

Cosa ti hanno detto da Venezia quando sei partito per Reggio?
«Niente di particolare, solo di farmi rispettare».

Facchin lo senti ancora?
«Non lo sento più da quando mi ha consigliato di scegliere la Reggiana, ma so che è rimasto in contatto con Spanò e i suoi altri ex compagni».

Fuori dal campo hai altre passioni?
«Seguo ogni tanto il basket perché la mia ragazza gioca a livello nazionale. Gran parte del tempo libero lo dedico al corso universitario di Sport and Football Management al quale mi sono iscritto».

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