Il punto di vista

Difficile rinunciare all'esperienza di Genevier. Mister Capuano ha enfatizzato troppo la buona prova dei rossoblù

Dati alla mano meglio la Samb, però la Regia è stata più pericolosa

Lorenzo Chierici
12.02.2018 12:30

È vero, la Sambenedettese ha giocato meglio dei granata, almeno per un'ora, ma in tutta franchezza avendo riguardato la partita e perfino la sintesi proposta dagli amici di Teletricolore, seconde me le azioni più pericolose sono state di marca granata. La Sambenedettese, infatti, ha dimostrato di essere nociva sui calci piazzati e in contropiede, ma, di fatto, ha calciato soprattutto da fuori area e neppure in modo così preciso, tant'è che, sempre numeri alla mano, le parate di Perina sono state tre (nel grafico sotto), la prima su Cesarini, la seconda su Bovo e la terza sull'inzuccata di Bastrini, mentre sono state addirittura solo due (se togliamo un tiro centrale che avrei parato anch'io con tanto di panza e fuori allenamento) quelle di Facchin: la prima quando il numero uno granata si è allungato deviando la sfera con la punta delle dita, su conclusione di Esposito, la seconda quando chiude bene su Rapisarda, che tra l'altro arriva al tiro non dopo un'azione da cineteca del calcio, ma favorito da un rimpallo con un difensore granata. È vero che la Sambenedettese ha calciato più volte in porta rispetto ai granata (14 conclusioni a 4, come evidenziato nelle statistiche dettagliate più sotto), ma è altrettanto vero che le altre conclusioni sono andate tutte fuori, alcune abbondantemente, e la più pericolosa delle quali è stata forse il colpo di testa di Miceli terminato fuori di un soffio.

A fine partita mister Capuano ha detto: «Abbiamo impedito a Cattaneo di girarsi (assoluta verità), bloccato Cesarini (vero soltanto in parte), e se c'era una squadra che doveva stravincere quella era la mia (sì, ma non tanto per la pericolosità delle azioni offensive, ma per il possesso palla e un'ora di buon gioco e tanto pressing; peccato che il calcio non sia la boxe dove, in caso di parità, il verdetto arrivi ai punti)». «Giocare un calcio del genere, su questi ritmi - ha proseguito il vulcanico tecnico della Sambenedettese, ex Modena - non è da tutti: sono orgoglioso dei miei ragazzi e la Reggiana è stata annientata, sotto tutti i punti di vista (a me non pare francamente che ciò sia avvenuto, anche perché non esiste solo la fase offensiva, ma anche quella difensiva, con e senza palla e se viene fatta bene, molte volte vale più di dieci azioni d'attacco concluse in malomodo)». Una cosa, però, è assolutamente vera: la Sambenedettese ha adottato un pressing alto, a tutto campo, soprattutto sui portatori di palla, creando non pochi problemi alla Reggiana a livello di uscita in fase di possesso e in questo contesto è emersa tutta l'esperienza di Gaël Genevier, che in molti avrebbero voluto vedere seduto in panchina, dando spazio al giovane Vignali, sceso dalla Serie B per fare la differenza; l'ex capitano del Lumezzane, infatti, ha saputo dettare i tempi alla squadra, facendo soprattutto un grosso lavoro di contenimento e di raccordo dei ranghi in fase di non possesso. La Reggiana ha saputo adattarsi di fronte a una Sambenedettese così cattiva, decisa, agguerrita e brava nel pressing alto. I granata hanno tirato fuori i cosiddetti attributi, cercando di chiudere ogni spazio, come occorre fare quando una squadra dimostra di avere qualcosa di più, per poi tentare di colpire in contropiede, com'è accaduto nell'azione di Cesarini nel primo tempo e in quella di Bovo nella ripresa, due situazioni che avrebbero potuto cambiare la gara, forse le due azioni più pericolose della partita; ecco perché dissento, seppur in parte, dalle parole troppo penalizzanti per la Reggiana di Ezio Capuano, un allenatore che tra l'altro stimo tantissimo, per idee, grinta e capacità di trasmettere il proprio carattere a tutto il gruppo.

Venendo alla formazione iniziale, io stesso sarei stato curioso di vedere Vignali dall'inizio ed io stesso, probabilmente sbagliando, avrei tolto Genevier, lasciando Bovo davanti alla difesa, con Vignali e Carlini da mezzali. Di certo questo centrocampo avrebbe avuto più dinamismo, più corsa e forse anche più cattiverie, ma, immagini alla mano, sarebbe stato meno lucido nell'uscire palla al piede e forse meno esperto nel gestire le varie situazioni di sofferenza vissute dai granata nei primi cinquanta minuti di gioco. La riprova non ci sarà, quindi... va bene così. Condivido invece l'inserimento di Bastrini per Spanò, non perché il buon Ale sia inferiore all'ex centrale della Cremonese, ma semplicemente perché, infortunio muscolare a parte, Bastrini ha una maggiore prestanza fisica, malgrado Spanò salti tantissimo, forse più di tutti i granata, e per marcare uno come Miracoli, che in passato la Reggiana aveva cercato di portare a casa, soprattutto sulle palle alte, non è cosa da poco. Con avversari diversi, il titolare tornerà Spanò, visto che, da quanto ho notato, i tre tecnici granata sanno perfettamente adattare la rosa alle caratteristiche degli avversari, com'è giusto che sia. Su Cattaneo, in effetti, ha bisogno di minuti e io mi permetto di propendere maggiormente per Rosso, un giocatore che mi piace tantissimo e che spero possa avere più spazio in futuro, ma è altrettanto vero che un calciatore con l'esperienza e le caratteristiche di Cattaneo, quando sarà al top della condizione, potrà essere un valore aggiunto.

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